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Gli Obiettivi di Emergency
Portare assistenza medico-chirurgica alle vittime dei conflitti armati
Dare attuazione ai diritti umani per chi soffre le conseguenze sociali di guerre, fame, povertà, emarginazione.
Promuovere una cultura di pace e solidarietà ![]() altri link a a BattelloTimone a a Cucina del Battello a a inforPattinando a Battello Ebbro:blog principale Carta :cantieri sociali ilpartitopossibile sito importante:Amnesty. sito importante:Emergency blog archivio maggio 2007 novembre 2005 ottobre 2005 agosto 2005 giugno 2005 maggio 2005 dicembre 2004 novembre 2004 giugno 2004 maggio 2004 aprile 2004 marzo 2004 febbraio 2004 gennaio 2004 dicembre 2003 novembre 2003 ottobre 2003 categorie appelli argentina diritti ecologia guerrenelmondo interventi mass media memoria michele serra news notav olimpiadi politica referendum satira scuola sofri counter visitato *loading* volte |
martedì, maggio 08, 2007 L’Amaca di Michele Serra (la Repubblica, 15.03.2007) Cerco di dirlo così come mi viene, mi scusino eventuali pignoli o suscettibili. Leggere sulle prime pagine le parole "contro natura", pronunciate dal papa a proposito delle unioni omosessuali, mi fa rivoltare le viscere. La natura umana è così complicata e ricca (essendo biologica, psicologica, culturale, sociale) che estrarne un pezzo e appenderlo al lampione del Giudizio Divino equivale ad amputarla. L’omosessualità è sempre esistita ed esisterà sempre, consiste di amore e di vizio, di eros e di moda, di piacere e di colpa, di profondità e di futilità, tanto quanto le altre pulsioni dell’animo e del corpo. Si può diffidarne, si può criticarla, ma solo una violenta e impaurita torsione dello sguardo sulle persone, sulla vita, sull’eros, può arrivare addirittura a scacciare l’amore omosessuale dalla "natura umana". Leggendo quei titoli ho pensato ai miei amici omosessuali, ad alcune storie di sofferenza e di punizione, all’orribile marchio di "anormale" che qualcuno di loro ha dovuto leggere negli occhi e nelle parole degli altri, e mi sono profondamente vergognato per quel "contro natura". Possibile che i preti omosessuali, notoriamente molti, non abbiano niente da dire a questa Chiesa spietata? lunedì, novembre 14, 2005 Caro sindaco di Torino
lunedì, ottobre 24, 2005 ROMA (24 ott. 2005) - "Quello di Celentano è soltanto l'ultimo episodio di un sistema della comunicazione, televisione ma anche stampa, che dal 2001 ha sistematicamente attaccato l'operato del governo e il presidente del Consiglio". Passano tre giorni e, parlando con Bruno Vespa, il premier dice la sua sul controverso programma televisivo. Passano pochi minuti e Romano Prodi ribatte: "Ricominciano le liste di proscrizione come l'altra volta". "Non c'era bisogno di Adriano Celentano per avere ventate di libertà in televisione. Basta guardare ogni giorno i canali Rai per vedere battute contro il presidente del Consiglio da parte di Serena Dandini e Sabina Guzzanti, Gene Gnocchi ed Enrico Bertolino, Dario Vergassola, Corrado Guzzanti e altri che cerco di non tenere a mente. Oltre, è ovvio, a Rockpolitik". E Prodi annota: "Al di là di queste parole che mi sembrano suonare ridicole, è l'unico imprenditore che si lamenta della sua azienda ma fa sempre più soldi". giovedì, agosto 04, 2005 Monsanto: «Privatizziamo la porchetta»
Biopirateria La multinazionale americana del transgenico fa domanda per brevettare anche il maiale. Le proteste di Greenpeace ANTONIO MASSARI ROMA Vogliono privatizzare la porchetta. Un maiale col numero di brevetto non s'è mai visto ma i vertici della Monsanto già se l'immaginano: a febbraio hanno inoltrato alla Wipo (la World inctelletual property organisation) due domande per brevettare il suino. E la Wipo, a sua volta, le ha inoltrate in ben 160 paesi, tra i quali non compare l'Italia, ma figurano Gran Bretagna, Germania, Stati Uniti, Russia, Brasile, Australia, Cina, India, Filippine e Nuova Zelanda. A questo tipo di «invenzioni» la multinazionale del transegnico è bene allenata: nel 2003 aveva brevettato il mais messicano e nel 2004 il Nap Hal, cioè il frumento indiano. «Si trattava di un vero e proprio furto ai danni degli indiani - dice Federica Ferrario, responsabile della campagna Ogm di Greenpeace -, nel brevetto non c'era nulla di nuovo rispetto al frumento che gli indiani usano da centinaia di anni e che ha fatto la fortuna del loro pane chapati». E infatti, dopo le furiose battaglie condotte da Greenpeace, quei brevetti la Monsanto se li è visti sfilare sotto il naso: entrambi revocati. Ora ci prova con i maiali, che non sono esattamente un'invenzione industriale. Tra i requisiti previsti dalla legge sui brevetti, al suino gliene mancherebbero parecchi: non è propriamente figlio della tecnica, non rappresenta una nuova specie vegetale (grugnisce), né, tantomeno, possiamo considerarlo una novità: lo alleviamo da 40mila anni almeno. Ma intorno alla sua carne girano 38 milardi di dollari ogni anno. Quindi la Monsanto tira dritto e Greenpeace, che ne ha scoperto il tentativo, assicura che non si tratta di una buona notizia. Il problema è etico, visto che parliamo di brevettare essere viventi. E anche economico, poiché - se il brevetto fosse consentito - devasterebbe letteralmente l'economia sui cui fanno affidamento migliaia di allevatori in tutto il mondo. La denuncia dell'ennesimo atto di bio-pirateria arriva da Nuova Dheli: «Abbiamo scoperto che la Monsanto ha presentato una domanda per brevettare maiali con determinate caratteristiche e alcuni metodi di allevamento», ha dichiarato Eric Gall, durante una conferenza sulla biodiversità e - appunto - sulla biopirateria. L'intento è chiaro: «Stanno cercando ancora una volta di controllare il cibo. Quest'operazione rappresenta un abuso delle norme sulla brevettabilità e un affronto agli allevatori di tutto il mondo». Se il brevetto sarà concesso, aggiunge Greenpeace, le conseguenze saranno disastrose: «Non si potranno più allevare maiali che presentano determinate caratteristiche - continua Eric Gall - oppure, chi vorrà allevarli, dovrà pagare delle royalties alla Monsanto». E in gioco non ci sono soltanto i maiali, ma anche le modalità di allevamento, anch'esse coinvolte nel meccanismo delle royalties: «Il brevetto richiesto - continua infatti Greenpeace - copre anche lo screening di specifiche caratteristiche genetiche naturali». Quelle, per esempio, che consentono ai maiali di crescere più velocemente: «A questo punto è chiaro», conclude Eric Gall, «che se il brevetto venisse concesso la Monsanto controllerebbe la riproduzione dei maiali. E tutto questo senza che dietro esista nessuna reale invenzione». Tra le caratteristiche principali dei maiali sotto brevetto, la velocità di riproduzione oppure il peso. «Non è possibile: non si può brevettare un animale», conclude Federica Ferrari: «E' davvero la prima volta che accade: ma l'incredibile è che loro ci provano ugualmente. E anche in questo caso non rivendicano nulla di nuovo. Parliamo di tecniche comuni a tutti gli allevatori, che da tempo utilizzano sia l'inseminazione artificiale, sia la molteplicità degli incroci necessari a far nascere determinati tipi di maiali». Presto ben centosessanta paesi passeranno al vaglio le domande inoltrate. Che dire: un grugnito le seppelirà. O almeno si spera. fonte martedì, agosto 02, 2005 Anche il film per non dimenticare
Un sondaggio rivela: solo il 22% dei giovani conosce la matrice del massacro In occasione del 25º anniversario della strage alla stazione del 2 agosto 1980 i familiari delle vittime arriveranno in massa a Bologna da tutta Italia, ma anche dall'estero ...02/08/2005 - 09:49 - Continua a leggere giovedì, giugno 16, 2005 Piangi, Argentina martedì, giugno 14, 2005
Carlo Freccero: ''Un'Italia vecchia, subalterna alle suggestioni religiose e con poca cultura''
Interviste. ''Gli italiani degli anni 70, quelli del divorzio e dell’aborto, erano giovani e determinati. Oggi siamo un paese in crisi e la sinistra non si rinnova''. Emiliano Sbaraglia Il non raggiungimento del quorum per i quattro referendum sulla procreazione assistita apre un dibattito di ampio respiro sulle condizioni di salute, in senso morale e culturale, dell'Italia. Ne discutiamo con Carlo Freccero, intellettuale di lunga esperienza nel campo della comunicazione e dell’attività artistica pubblica, di cui si è occupato in qualità di direttore prima dei canali Mediaset (dagli inizi degli anni Ottanta), poi di quelli Rai (consulente Rai Uno nel 1993 e già a capo di Raidue dal 1996 al 2002), scrivendo nel frattempo una serie di saggi di carattere scientifico-divulgativo sull’argomento. Dunque Freccero, la prima domanda è scontata. Lei è andato a votare? Ovviamente. Un dovere svolto appieno già alle dieci di domenica mattina. Che tipo di Italia emerge dall’esito di questo voto-non voto? Che siamo un paese vecchio, e infatti la prima analisi che dovrebbe essere fatta da qualsiasi partito politico, quando ci si imbarca in certe avventure etico-morali, dovrebbe essere di tipo demografico. Al di là di questo, siamo un paese culturalmente deficitario, per non usare termini più pesanti. Infine, continuiamo a eleggere la religione quale insostituibile punto di riferimento. Riassumendo, credo che i tre aspetti fondamentali che si possono tirar fuori dal risultato di questo referendum siano questi: invecchiamento dominante, carenza culturale, suggestione religiosa. E’ giusto tornare a interrogarsi sulla reale esistenza di un paese che si definisce costituzionalmente laico? Per rispondere, voglio fare un passo indietro. L’Italia degli anni Settanta, quella del divorzio e dell’aborto, era giovane e determinata. E il potere simbolico della cultura, seppur contrastato dalle fortissime pressioni democristiane, di fatto si collocava a sinistra, in un orientamento di pensiero profondamente laico. Oggi, culturalmente, il pensiero laico è in crisi e rispecchia drammaticamente la crisi più ampia del resto del paese. Quali sono gli obiettivi concreti di questo ritorno in massa dell’influenza clericale sulla vita politica e civile italiana? Bisogna tener presente un elemento importante. Dal 2001 in poi si è ricominciato a parlare sempre più insistentemente di scontro di religione: dopo l’11 settembre, il valore di appartenenza a un credo religioso e la differenza religiosa vissuta come discriminazione tra soggetti sono aumentati a dismisura. E la percezione di questa tendenza era già abbastanza tangibile: da noi, basti soltanto pensare a come sono stati mediaticamente costruiti e riportati due eventi come la morte di Giovanni Paolo II e l’elezione di Benedetto XVI. Ma anche il successo di un film come “Passion” doveva essere interpretato come un inquietante campanello d’allarme. Oltre a questo, come accennavo prima, a differenza degli anni Settanta non si elaborano più visioni alternative, non c’è una prospettiva politica nuova elaborata da coloro che dovrebbero lavorare per questo: ci si limita ormai da tempo a fare solo i conti con se stessi. Di questo passo, ne vedremo delle belle. In senso negativo, naturalmente. Malgrado la bassa percentuale nazionale, la partecipazione al voto al centro-nord e al centro-sud del paese rimane fortemente disomogenea. Si può affermare che la cultura dell’informazione, o meglio, della disinformazione, rimane lo strumento più sicuro per governare gli orientamenti della collettività? Senza dubbio, e bisogna aggiungere che si tratta di una disinformazione ottenuta attraverso una raffinata tecnica di “rimozione inconsapevole” ai danni dell’individuo. Il lavoro di non-informazione, che nel contesto televisivo viene ormai applicato con scientifica progettualità, diviene il recupero di un modello coercitivo già in funzione nei decenni precedenti, quando veniva attuato attraverso più artigianali metodi di comunicazione. Di conseguenza, il dato che emerge dal sud del paese testimonia semplicemente che chi non ha altro medium di riferimento oltre quello pratico e convenzionale del mezzo televisivo, è condannato inevitabilmente a rimanere indietro, con tutte le conseguenze del caso. Ripeto, ne vedremo delle belle… fonte Il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha chiesto alla Consulta di esprimersi in merito ai poteri di Grazia attribuiti dalla Costituzione al Capo dello Stato. E' chiaro che la vicenda riguarda il caso di Adriano Sofri, al quale l'inquilino del Quirinale vorrebbe concedere un gesto di clemenza. Fino ad oggi ciò non è stato possibile per via della contrarietà del ministro della Giustizia Roberto Castelli, che si è rifiutato di controfirmare un eventuale provvedimento. Ciampi, sollevando davanti alla Consulta il conflitto di attribuzioni, vuole probabilmente sapere se può o meno concedere la Grazia senza il consenso del Guardasigilli.
venerdì, maggio 13, 2005 La grande abbuffata
venerdì, dicembre 10, 2004 Morta la madre di Peppino Impastato di Benedetta Verrini (b.verrini@vita.it) 07/12/2004 Schiva ma dal carattere deciso, Felicia Bartolotta difese fino all' ultimo le scelte di Peppino contro la prepotenza dei mafiosi e l' indifferenza e l' omerta' della gente di Cinisi, soggiogata da Badalamenti. Per anni si e' battuta nel nome del figlio, per ribaltare la ''verita' di comodo'' che voleva Peppino Impastato morto mentre stava compiendo un atto terrorista sistemando una bomba sui binari della linea ferrata. Dopo la morte del figlio, Felicia Bartolotta ha ricordato, durante dibattiti, in televisione, in incontri pubblici la figura e l' impegno sociale di Peppino, quel figlio 'ribelle' che andava a trovare nel garage dove abito' per qualche tempo, senza nascondersi dagli occhi di Badalamenti, la cui abitazione distava appena 'cento passi' dalla sua. venerdì, dicembre 03, 2004
.............................................................. domenica, novembre 28, 2004 Politica
![]() Volevano vendere pure Palazzo Chigi di Bianca Di Giovanni Le casse dello Stato sono talmente a secco che a quanto pare si pensava di vendere persino Palazzo Chigi. A rivelare l’inquietante retroscena - che dà le dimensioni del dissesto della Finanza pubblica - è Vincenzo Visco intervenendo al Consiglio nazionale dei commercialisti. Intanto, il presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo attacca: «Le tasse? È solo tattica elettorale» (di Roberto Rossi Fonte: Unità on line martedì, novembre 23, 2004 In tutta questa libertà di informazione in cui mi immergo quotidianamente, sento un po' la mancanza della signora Gardini, la nuova portavoce di Forza Italia. Sarà che la voce di Silvio la portano tutti e dunque il suo ruolo è un po' superato. Sarà che l'inesperienza le ha giocato brutti scherzi e si è fatta beccare mentre raccontava in pubblico che Tremonti ha una macchinetta per mettersi le supposte. Ma sta di fatto che gli spazi della signora sono troppo stretti, che si potrebbe fare di più. Il portavoce serve essenzialmente per chiudere i panini del Tg1. Sapete come succede: si dice bene del governo, si dà spazio a una millimetrica dichiarazione della sinistra (a volte di Rutelli, perché la confusione mentale fa sempre ascolto) e poi si chiude con una dichiarazione della maggioranza. Ogni tanto si sbagliano: danno la reazione del governo prima ancora della notizia. Altre volte fanno prima e non danno nemmeno la notizia. E' questo meccanismo dell'informazione italiana che ci ha fatto conoscere Schifani. E' questo che ha reso popolare Bondi. E' con i grandi caratteristi che si fa il cinema. La Gardini, invece, si vede poco, se non la invitasse Vespa ogni tanto sarebbe un portavoce abbastanza afono. E' un caso di censura? Anche se le voci sono quelle di Silvio è giusto che il servizio pubblico faccia sentire tutte le voci di Silvio. Devo forse pensare che la Gardini sia considerata dai suoi stessi capi più impresentabile di Bondi? Non capisco perché la sinistra, sempre pronta a difendere i martiri della censura, non muova un dito per questa signora tanto a modo che - a parte quando parla delle supposte di Tremonti - porge con tanta grazia le opinioni del suo capo. Non straborda, non tracima come i suoi colleghi. Pratica l'arte della toccata e fuga. Ogni tanto spunta la Gardini e dice: tagliamo l'irpef! Zam, un lampo, e poi si continua con lo scandalo del maltempo o l'ammazzamento del giorno. Il portavoce subliminale funziona proprio così: un flash e si ritira nelle tenebre, le sue parole rimbombano per un istante e poi si torna ai cuccioli di iguana dello zoo di Pechino: giusto per la completezza dell'informazione. (alessandro robecchi)
giovedì, novembre 18, 2004 I familiari delle vittime dell' 11 settembre lanciano la sfida, condannano l'insabbiamento della verità sui fatti dell'11 settembre I parenti sfidano la Casa Bianca a fornire le risposte a 23 domande Il Comitato che rappresenta le famiglie dell'11 settembre chiede a Bush di testimoniare sotto giuramento http://www.911truth.org/ "Mr. Bush, chi ha approvato il volo della famiglia bin Laden fuori dagli Stati Uniti, quando tutti i voli commerciali erano stati bloccati?" Questa è una delle 23 domande esplosive che George W. Bush e i suoi collaboratori dovranno affrontare in una pubblica testimonianza, sotto giuramento ed eventuale condanna per spergiuro, se i parenti delle persone morte negli attacchi terroristici dell'11 settembre 2001 riusciranno a spuntarla. "Perché nessuno del nostro governo, a qualsiasi livello, non è stato ritenuto responsabile per le innumerevoli deficienze che hanno permesso ai fatti dell'11 settembre di accadere?" Per più di un anno il Comitato che raccoglie le famiglie (FSC), un gruppo di tredici "parenti dell'11 settembre" in rappresentanza di molti altri gruppi familiari, ha controllato la Commissione governativa sull'11 settembre, guidata dall'ex governatore del New Jersey Thomas Kean. Un membro del FSC, Mindy Kleinberg è stata fra i primi ad essere sentita quando la Commissione Kean ha tenuto le sue prime sedute. Lei ha messo in allarme la Commissione con un numero di domande scottanti, comunque rimaste senza risposta, e di contraddizioni nelle spiegazioni del governo su quello che è avvenuto l'11 settembre. (Per la trascrizione delle osservazioni della Kleinberg) http://www.9-11commission.gov/hearings/hearing1/witness_kleinberg.htm Quasi tutti gli argomenti sollevati dalla Kleinberg sono sempre più messi in risalto nelle sedute pubbliche della Commissione Kean. Lunedì, il Comitato FSC http://www.911independentcommission.org./ ha lanciato la sua sfida a Bush, in seguito ai documenti con i quali nell'ultima settimana la Commissione Kean ha invitato George W. Bush e Bill Clinton a testimoniare. La Casa Bianca ha dichiarato che Bush sta considerando di comparire davanti alla Commissione Kean, ma solo in seduta segreta. E anche se lui dovesse comparire, è improbabile che Bush affronterà domande come una di quelle dell'elenco del Comitato FSC: "La preghiamo di spiegarci perché lei è rimasto alla Scuola Elementare di Sarasota, Florida, per una conferenza stampa, dopo che lei aveva finito di ascoltare la lettura dei bambini, quando lei costituiva un obiettivo per i terroristi e la sua presenza potenzialmente metteva in pericolo la vita dei bambini stessi?" (Infatti, Mr. Bush, il suo staff e il suo Servizio Segreto al seguito sono stati in quella scuola, come si è visto in diretta alla televisione, fino alle ore 9.32 del mattino dell'11 settembre, 45 minuti dopo che il primo aeroplano si era schiantato contro il World Trade Center, e 27 minuti dal momento che Bush veniva informato dello schianto del secondo aereo e aveva reso noto alle 9.05 del mattino che "l'America è sotto attacco!", una anomalia sulla quale la Casa Bianca non ha mai dato alcuna spiegazione.) Nelle ultime settimane, i membri dei famigliari hanno rilasciato tutta una serie di dichiarazioni con parole molto dure, imputando alla Amministrazione di ostacolare l'inchiesta, ed inoltre lanciando accuse alla Commissione Kean di rifiutare di esaminare prove evidenti ed importanti.Queste dichiarazioni sono state pubblicate sul sito web del FSC: Invece, nelle sue pubbliche udienze la Commissione Kean ha messo in luce la propria riluttanza a perseguire controverse direzioni nell'inchiesta. Risulta difficile immaginare che i suoi membri vogliano domandarsi se il governo degli Stati Uniti abbia cercato di troncare con gli affari con Osama Bin Laden prima degli attacchi, affari già riportati nella stampa Europea nel 2001. Ma i famigliari esigono la risposta a: "Lei, o qualche agente del governo degli Stati Uniti, ha condotto qualche trattativa o negoziazione con UBL, o con qualche rappresentante di UBL, o con al-Qaeda?" ("UBL", Usama bin Laden è il modo del governo di indicare Osama Bin Laden.) La Commissione Kean non ha mostrato nemmeno qualche tendenza a seguire la traccia degli "incontri di politica energetica" all'inizio del 2001 di Cheney e delle trattative sugli oleodotti dell'Amministrazione Bush con i Talebani fino al luglio del 2001, un argomento delicato che potrebbe essere messo in evidenza se il governo avesse la bontà di rispondere alla domanda: "Durante quello stesso periodo, lei o qualche rappresentante degli Stati Uniti ha condotto qualche trattativa o negoziato con qualche governo estero, o suoi agenti, o funzionari con rapporti con UBL?" Ed è semplicemente inconcepibile che la Commissione Kean sempre si meravigli fuori misura che qualcun altro, oltre ad Al-Qaeda, possa avere tratto vantaggi dagli attacchi. Ma i familiari non hanno paura delle ovvietà: "Chi, individui, governi, agenzie, istituzioni, o gruppi può avere beneficiato degli attacchi dell'11 settembre?" Sebbene la Commissione Kean abbia accettato un accordo che limita in senso restrittivo il suo accesso ai documenti della Casa Bianca che presentavano in anticipo avvertimenti dettagliati di un possibile attacco terroristico, il Governatore Kean nell'ultima settimana si è sentito fiducioso quanto basta da dichiarare che non vi era "alcuna pistola fumante" ad indicare che Bush aveva in anticipo una conoscenza specifica degli attacchi, almeno non risultava nelle "parti dei documenti" che a Kean era stato concesso consultare. I famigliari non accettano questo, su prove parziali o sulla fiducia. Loro esigono una risposta reale: "Come Comandante Supremo, dal 1 maggio fino all'11 settembre 2001, lei ha ricevuto qualche informazione da qualche funzionario o agente di qualche agenzia di intelligence che UBL stava progettando di attaccare questa nazione sul suo stesso territorio, usando come armi aeroplani, e individuando come obiettivi punti rilevanti di New York City, durante la settimana dell'11 settembre o proprio nel giorno esatto dell'11 settembre 2001?" Meticolosamente ricercate, le domande del FSC a Bush riflettono molte delle stesse preoccupazioni che hanno coinvolto milioni di persone in tutto il mondo che presentano dubbi su molti particolari della storia ufficiale dell'11 settembre 2001, ed esigono un'inchiesta veramente indipendente con poteri giudiziari e testimonianze sotto giuramento, e non con restrizioni auto-imposte, come il seguire "ammissibili" linee di indagine. È difficile sgombrare il campo da queste preoccupazioni, dalla "teoria del complotto", quando lo stesso governo USA ha usato prima di tutto nel modo più oltraggioso questa teoria del complotto, la menzogna che Saddam stesse nel retroscena degli attacchi, come uno dei pretesti per invadere l'Iraq. Anche in questa materia i famigliari esigono di vedere il governo rendere conto: "Lei continua a ribadire che Saddam Hussein era collegato con al-Qaeda? Che prove può produrre di qualche connessione fra al-Qaeda e il regime di Hussein?" Questi interrogativi dimostrano che i famigliari sono arrivati a capire che, per quanto grandi siano il loro dolore e la loro tragedia, la posta in gioco nella questione di far chiarezza sui fatti dell'11 settembre è ben più grande, ed implica più della giustizia per le vittime e il risarcimento ben dovuto alle famiglie. L'11 settembre è stato usato come la leva per far cambiare il mondo. Tutti gli Americani, e dato l'impatto globale, tutte le persone del mondo intero hanno la necessità di sentire le risposte alle domande presentate ora dai famigliari. Il documento del Comitato che rappresenta le famiglie delle vittime e le domande da rivolgere al Presidente Bush da parte della Commissione sugli avvenimenti riguardanti l'11 settembre Il "Family Steering Committee": http://www.911independentcommission.org/ Il Comitato che rappresenta le famiglie delle vittime, alla Commissione Indipendente sui fatti dell'11 settembre Siti per far luce sulla verità sull'11 settembre a: Septembereleventh.org http://www.septembereleventh.org/ 911truth.org http://www.ny911truth.org/ Il Comitato che rappresenta i parenti delle vittime ritiene che il Presidente Bush deve produrre testimonianza pubblica sotto giuramento al gruppo al completo dei dieci membri che compongono la Commissione Nazionale sugli Attacchi Terroristici contro gli Stati Uniti. I Commissari sono responsabili collettivamente nell'adempiere al mandato ricevuto dal Congresso. Quindi ogni Commissario deve avere completo accesso alla testimonianza di tutti gli individui e alle informazioni critiche che serviranno ad informare le decisioni e i consigli. La Commissione, davanti all'auditorio del popolo Americano, deve interrogare il Presidente Bush in una deposizione giurata e presentargli le seguenti domande: 1. Come Comandante Supremo, perché la mattina dell'11 settembre non siete ritornato immediatamente a Washington, D.C. o al Centro Comando Nazionale dell'Esercito, visto che eravate consapevole che l'America si trovava sotto attacco? Nello specifico, quando vi siete reso conto che l'America era aggredita? Chi vi ha informato di questo fatto? 2. La mattina dell'11 settembre, chi era responsabile della nostra nazione, mentre voi eravate lontano dal Centro Comando Nazionale dell'Esercito? Siete stato informato o vi hanno consultato su tutte le decisioni prese in vostra assenza? 3. Che azione difensiva avete ordinato personalmente per proteggere la nostra nazione, durante la crisi dell'11 settembre? Quando sono stati dati questi ordini, e a chi? Quali ordini sono stati eseguiti? Qual'è stato il risultato di questi ordini? Ci sono stati ordini non eseguiti? 4. Secondo la vostra opinione, perché la nostra nazione si è trovata così completamente impreparata a sostenere un attacco sul proprio stesso territorio? 5. Il Capitano della Marina USA , Deborah Loewer, Direttore del Centro di Controllo della Situazione dello Stato alla Casa Bianca, vi ha informato che il primo aereo di linea si era schiantato sulla Prima Torre del World Trade Center prima che voi entraste nella Scuola Elementare "Emma E. Booker" di Sarasota, Florida. La preghiamo di spiegarci la ragione perché avete deciso di continuare con la visita programmata alle classi, quindici minuti dopo aver saputo che il primo aereo dirottato si era abbattuto contro il World Trade Center. 6. É normale procedura che il Direttore del Centro di Controllo della Situazione dello Stato alla Casa Bianca lavori con lei? Se sì, la preghiamo di citarci qualche esempio accaduto in precedenza. Se invece non è una normale procedura, la preghiamo di spiegarci le circostanze che hanno indotto il Direttore del Centro di Controllo della Situazione dello Stato alla Casa Bianca a chiedere di accompagnarla in Florida durante la settimana dell'11 settembre. 7. Che piano di azione vi ha indotto a rimanervene immobile, anche dopo che Andrew Card vi ha informato che un secondo aereo di linea aveva colpito la Seconda Torre del World Trade Center, e l'America era sicuramente sotto attacco? Approssimativamente, per quanto tempo siete rimasto nella scuola dopo il messaggio di Card? 8. In che momento siete stato informato che altri velivoli erano stati dirottati, oltre al Volo 11 e al Volo 175? Chi vi ha informato? Qual'è stata la vostra linea di condotta come Comandante Supremo degli Stati Uniti? 9. Iniziando con il periodo di transizione tra l'Amministrazione Clinton e la vostra, e terminando con l'11 settembre 2001, nello specifico che informazioni, (verbali o scritte), avete ricevuto sui terroristi, su possibili attacchi e obiettivi, e da quali fonti? Con questo si intenderebbero riunioni informative e comunicazioni da: * funzionari uscenti dell'Amministrazione Clinton * CIA, FBI, NSA, DoD ed altre agenzie di intelligence * servizi informativi, governi, dignitari o inviati diplomatici stranieri * la Consigliera per la Sicurezza Nazionale, Condoleezza Rice * Richard Clarke, l'ex zar del controterrorismo 10. In particolare, cosa avete appreso dalla riunione del 6 agosto 2001 sulla minaccia terroristica che stava per affrontare la nostra nazione? Avete richiesto che venisse messo in atto qualche intervento? Avete richiesto qualche ulteriore informazione da sviluppare e/o da preparare? 11. "Come Comandante Supremo, dal 1 maggio fino all'11 settembre 2001, avete ricevuto qualche informazione da qualche funzionario, o agente di qualche agenzia di intelligence, che UBL (Osama bin Laden) stava progettando di attaccare questa nazione sul suo stesso territorio, usando come armi aeroplani, e individuando come obiettivi punti rilevanti di New York City, durante la settimana dell'11 settembre o proprio nel giorno esatto dell'11 settembre 2001?" 12. Che misure difensive avete preso in risposta ai pre-allarmi dell'11 settembre provenienti da undici nazioni su un attacco terroristico, alcuni di questi citavano proprio di un attacco continentale negli Stati Uniti? Avete predisposto qualche direttiva in reazione a questi possibili interventi terroristici? Se sì, con quali risultati? 13. Come Comandante Supremo dal 1 maggio 2001 fino all'11 settembre 2001, lei o qualche funzionario del Governo degli Stati Uniti avete condotto qualche negoziato o incontro con UBL, o con qualche agente di UBL, o con al-Qaeda? Durante questo stesso periodo, lei o qualche funzionario del Governo degli Stati Uniti avete condotto qualche negoziato o incontro con governi stranieri, i loro agenti o funzionari riguardanti UBL? Se sì, con quali risultati? 14. Il vostro programma per l'11 settembre 2001 era di dominio pubblico fin dal 7 settembre 2001. La scuola "Emma E. Booker" si trova solo a cinque miglia dall'aeroporto di Bradenton; allora voi, e quindi i bambini della scuola, potevate costituire un obiettivo per i terroristi dell'11 settembre. Qual'è stata l'intenzione del Servizio Segreto nel consentirvi di rimanere nella scuola elementare "Emma E. Booker", anche se si aveva la piena consapevolezza che l'America si trovava sotto attacco? 15. La preghiamo di spiegare perché è rimasto nella scuola elementare di Sarasota, Florida, per una conferenza stampa, dopo che avevate terminato di ascoltare la lettura dei bambini, quando eravate un obiettivo per i terroristi, e la vostra presenza potenzialmente metteva in pericolo le vite dei bambini? 16. Qual'è stata la giustificazione dei diversi blocchi della Forza Aerea, che non si è levata in volo l'11 settembre? L'Air Force One (l'aereo presidenziale) in qualche momento del giorno 11 settembre è stato obiettivo dei terroristi? Il cifrario dell'Air Force One è stato mai violato l'11 settembre? 17.Vi è stata una ragione per cui l'Air Force One è decollato senza una scorta militare, benché ci fosse ampiamente il tempo di consentire a jets militari di arrivare? 18. Cosa ha provocato il vostro rifiuto a rilasciare informazioni riguardanti appoggi e finanziamenti stranieri ai terroristi, come è dimostrato dalla inacessibilità alle 28 pagine redatte nel Rapporto sull'Inchiesta della Commissione Congiunta di Intelligence? Che iniziative avete personalmente intrapreso dall'11 settembre per ostacolare l'appoggio straniero al terrorismo? 19. Chi ha approvato il volo della famiglia bin Laden fuori dagli Stati Uniti, quando tutti i voli commerciali erano stati bloccati, quando vi era l'opportunità almeno di un minimo di interrogatorio da parte del FBI, e specialmente quando due dei membri della famiglia avevano avuto collegamenti con WAMY, una istituzione benefica sospettata di finanziare il terrorismo? Chi erano i membri della famiglia di bin Laden che avevano avuto questa concessione, un privilegio però non concesso a quei familiari Americani che avevano voluto bene a qualcuno che era stato ammazzato l'11 settembre? 20. La preghiamo di spiegarci perché nessuno del nostro governo, a qualsiasi livello, non è stato ritenuto responsabile per le innumerevoli deficienze che hanno permesso ai fatti dell'11 settembre di accadere? 21. La preghiamo di commentare il fatto che le note segnaletiche di UBL (Osama) sul tabellone del FBI che indica i Dieci Latitanti più Importanti da Catturare non prendano in considerazione gli attacchi dell'11 settembre. A vostra conoscenza, quando è stata l'ultima volta che qualche agente del nostro governo ha avuto contatti con UBL? Se prima dell'11 settembre, ci venga specificata la data di questo contatto e in che contesto è avvenuto l'incontro. 22. Continuate ancora a ribadire che Saddam Hussein era collegato con al-Qaeda? Che prove potete produrre di qualche connessione fra al-Qaeda e il regime di Hussein? 23. Chi, individui, governi, agenzie, istituzioni, o gruppi, può avere beneficiato degli attacchi dell'11 settembre? La preghiamo di specificare il suo pensiero su chi possa averne tratto vantaggi.
martedì, novembre 16, 2004
il 3 novembre 2004
e termineranno il 5 febbraio 2005 donatori 2004/05 Aizarg | |||||||||||||||||||||||